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Mille treni per i pendolari

L’allarme smog degli ultimi mesi dimostra quanto sia necessario un servizio di trasporto pubblico efficiente, alternativo all’auto privata.

Ogni giorno circa 3 milioni di pendolari usano i treni regionali per il lavoro o lo studio, con mezzi insufficienti, spesso affollati, vecchi e sporchi, come denunciano da tempo le associazioni ambientaliste e dei consumatori.

Negli ultimi anni i cittadini hanno pagato tariffe più alte per un servizio ferroviario regionale sempre peggiore, mentre gli investimenti del Governo privilegiavano l’Alta Velocità e l’autotrasporto, al contrario di altri paesi europei.

Per ridurre l’inquinamento delle città e per migliorare il servizio a milioni di pendolari, chiediamo al Governo e alle Regioni di:

  • Attivare il progetto “1000 treni per i pendolari”, annunciato dal governo Prodi nel 2006 ma mai realizzato, con più risorse al trasporto locale, standard più alti di qualità e di efficienza, sia nei tratti gestiti da Trenitalia sia in quelli assegnati ad altre società;
  • Coinvolgere le associazioni dei consumatori, i comitati dei pendolari e i cittadini stessi, fin dalla stipula del contratto di servizio, nel controllo e nella valutazione degli standard di funzionamento del trasporto pubblico locale, come previsto dalle norme vigenti, secondo i principi della trasparenza e della partecipazione democratica.

La lotta al riscaldamento globale passa anche per una politica di mobilità davvero sostenibile e inclusiva.

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Approviamo subito il testo sulle unioni civili

Finalmente, dopo anni di dibattiti e di attesa, l’Italia sta per entrare a far parte di quei Paesi europei che riconoscono le unioni civili. Entro il 15 ottobre 2015 andrà in discussione in Senato il disegno di legge sulle coppie di fatto.

Con questa petizione chiediamo ai parlamentari di lasciare intatta la sostanza della legge in discussione e di portarla quanto prima in votazione.

Il disegno di legge estende i diritti e i doveri reciproci sostanziali contenuti nel matrimonio, come quelli relativi all’assistenza sanitaria, al regime patrimoniale e all’eredità, non consentirà l’adozione congiunta, ma consentirà al genitore non biologico di adottare il minore nato all’interno del nucleo famigliare.

Così si vuole preservare la continuità affettiva ai figli e garantirne la stabilità sociale attraverso una più chiara responsabilità dei genitori.

Il DDL rappresenta  un compromesso per chi, come molti di noi, avrebbe voluto l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, come accade già nel Regno Unito, in Danimarca, in Spagna, in Norvegia e in Irlanda, ma si tratta di un considerevole passo avanti rispetto al sistema attuale che ancora pone l’Italia in una situazione di arretratezza sui diritti civili.

Per questo è importante votarlo quanto prima.

Le firme raccolte saranno consegnate:
al Presidente del Senato
a tutti i parlamentari

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Un anno di Progressi

Progressi compie un anno e si conferma la prima no-profit italiana che mobilita i cittadini su temi progressisti attraverso strumenti digitali avanzati.

In un anno abbiamo avviato più di 30 campagne, a cui hanno aderito oltre 106mila persone, 220 volontari e 500 sostenitori attraverso donazioni. Abbiamo partecipato e collaborato a decine di iniziative nazionali.
Le nostre campagne online hanno dato voce a migliaia di cittadini con richieste di cambiamento a governo e parlamento. Qui sotto raccontiamo dei principali progressi che abbiamo fatto insieme. 

Grazie a tutti i sostenitori e agli amici che hanno reso questo possibile”.


2015

Diritti civili

A settembre 2015 abbiamo lanciato la nostra prima petizione online “Approviamo subito il testo sulle Unioni Civili” affinché il Senato discutesse e approvasse al più presto il disegno di Legge “Cirinnà” sulle coppie di fatto. La petizione ha raccolto 7500 firme e il sostegno di vari personaggi della cultura, tra cui scrittori e giornalisti.

Nelle settimane successive abbiamo partecipato alla manifestazione nazionale a Roma e al presidio davanti al Senato con cartelli e striscioni, insieme alle principali associazioni per i diritti LGBT.
La campagna è andata avanti fino all’approvazione della legge, a maggio 2016. Nei media: La Repubblica, Rai News

Terrorismo

Dopo gli attacchi terroristici a Parigi, a novembre 2015, abbiamo chiesto ai nostri sostenitori di sottoscrivere una lettera di solidarietà a tutte le vittime del terrorismo Isis, in tutto il mondo: ad Ankara, a Beirut, in Siria, in Iraq, in Nigeria – e a tutti i rifugiati costretti a scappare dallo stesso terrore che ha colpito Parigi.

L’iniziativa è stata condivisa da altre organizzazioni della rete OPEN in diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Germania, con un totale di oltre 540mila firme. La lettera di solidarietà è stata pubblicata in una pagina intera del quotidiano francese Le Monde.

Dopo la lettera, abbiamo chiesto ai firmatari che cosa avrebbero voluto che il governo italiano facesse contro il terrorismo. Il 71% ha risposto che avrebbe dovuto cercare soluzioni politiche in Medio Oriente. Nei media: La Repubblica

Clima

In preparazione del summit internazionale sul Clima a dicembre 2015, a Parigi, abbiamo partecipato alla Coalizione Clima composta da decine di associazioni ambientaliste italiane, raccogliendo l’adesione di circa 500 cittadini e producendo video appelli delle maggiori organizzazioni coinvolte.

Nella petizione, chiedevamo al governo l’istituzione di un tavolo di confronto sul cambiamento climatico, a cui invitare le organizzazioni della società civile.

Oltre alla petizione e ai video appelli abbiamo partecipato alla marcia per il clima il 29 novembre 2015, insieme alle altre associazioni della coalizione. I video appelli

Rifugiati


A dicembre, la Commissione europea ha deciso di dare al governo eritreo 200 milioni di euro, come aiuti allo sviluppo, ma senza condizioni sul rispetto dei diritti umani.

Per migliorare la situazione nel Paese e fermare l’esodo verso l’Europa, abbiamo lanciato la petizione “Rifugiati: l’UE non dia soldi alla dittatura eritrea” al ministro degli Esteri italiano e al Commissario europea alla Cooperazione affinché si ponessero il rispetto dei diritti umani e l’avvio di vere riforme democratiche i requisiti per concedere gli aiuti al governo di Asmara.

Al nostro appello hanno risposto oltre 5mila persone e abbiamo presentato la petizione nel corso di due audizioni parlamentari alle Commissioni Immigrazione e Affari Esteri. Nelle audizioni, insieme all’agenzia umanitaria Habeshia abbiamo ricordato ai parlamentari che ogni mese circa 5000 persone, soprattutto giovani, scappano dall’Eritrea, dove c’è un regime che nega ogni forma di democrazia e di libertà.

A giugno, inoltre, è uscito un rapporto delle Nazioni Unite in cui si denuncia il regime di Asmara di “crimini contro l’umanità”.

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Mettiamo l’Italia in sicurezza!

Le scosse di terremoto in Centro Italia hanno ucciso oltre trecento persone, tra cui molti bambini.

Se è vero che non si può prevedere quando arriva un terremoto è altrettanto vero che i danni e le vittime si possono evitare, con la necessaria messa in sicurezza degli edifici, come già accade in altri Paesi a rischio sismico.

Per questo motivo, se vogliamo che la prevenzione sia fatta davvero e con i criteri giusti, sosteniamo la richiesta dei geologi, degli ingegneri e degli architetti, con una petizione al governo. Chiediamo tre cose concrete:

  • un Piano Nazionale Straordinario di messa in sicurezza dell’Italia dal rischio idrogeologico, completando la cartografia – attualmente ferma – e verificando l’intera filiera delle costruzioni con controlli più efficaci dalla progettazione all’esecuzione;

  • il ripristino del Fascicolo del Fabbricato obbligatorio, con una classificazione sismica degli edifici e l’integrazione degli studi sulla pericolosità del territorio nei Piani Urbanistici;

  • un piano di investimento nell’educazione e nella formazione sui rischi sismici e ambientali, a partire dai più piccoli nella scuola primaria.

Nonostante le tante vite spezzate dai terremoti più recenti, a San Giuliano di Puglia, a L’Aquila e in Emilia-Romagna, le istituzioni hanno fatto poco in questi anni per una seria opera di prevenzione, informazione e controllo.

Il fondo per la prevenzione del rischio sismico gestito dalla Protezione Civile è passato da 195 milioni di euro degli anni scorsi ai soli 44 milioni per il 2016 mentre i dipartimenti universitari di geologia rischiano di chiudere a causa della carenza di finanziamenti.

Un taglio di risorse inaccettabile per il nostro Paese, dove 24 milioni di persone e oltre 5 milioni di edifici sono esposti ad alto rischio sismico.

Vogliamo vivere sicuri nelle nostre case e nelle nostre città, non vogliamo piangere altre vittime sotto le macerie, mai più.


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A: Presidente della Repubblica Io sto con Mattarella

Siamo cittadine e cittadini, italiani ed europei, indignati di fronte agli attacchi che alcuni esponenti politici stanno rivolgendo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Presidente ha esercitato le proprie prerogative costituzionali rispetto alla formazione di un esecutivo che avrebbe rischiato di portarci fuori dalla moneta unica e così minacciare la stabilità economica e finanziaria del nostro Paese.

La permanenza dell’Italia nel sistema monetario dell’Euro e dell’Europa nel suo complesso è un tema vitale per la nostra economia che non può essere ridotto a propaganda politica di basso profilo senza un serio approfondimento in sede istituzionale.

Al di là della questione Euro, ciò che allarma sono i toni eversivi che questi politici stanno usando contro il Capo dello Stato e con esso contro tutte le istituzioni democratiche del Paese.

Perché è importante?

Con questi attacchi irresponsabili al Quirinale stanno dando prova di disprezzo delle istituzioni e della democrazia che esse tutelano.

Noi vogliamo inviare un messaggio di solidarietà e di stima al Presidente Mattarella, incoraggiandolo a proseguire nell’esercizio fermo della sua funzione.

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