L'Ue riparta dai diritti umani

 

L’Unione Europea dovrebbe tornare a svolgere un ruolo di promozione e tutela dei diritti umani. 

Aver firmato un accordo con Erdogan per fermare i flussi di persone in fuga da guerre e persecuzioni, ha rafforzato il governo turco e consentito a Erdogan di moltiplicare la repressione e le violazioni dei diritti civili e dei diritti umani.

Se i governi dell’UE e le istituzioni europee si ponessero finalmente l’obiettivo di svolgere un ruolo guida per la civiltà del diritto e dei diritti nel mondo, anziché sostenere dittature e finte democrazie in cambio di favori elettorali, forse l’Unione Europea eviterebbe il declino al quale stiamo assistendo.

Se si vuole invertire la tendenza impedendo che il nostro continente ricada in periodi bui, di oscurantismi e fascismi, che hanno radici solide purtroppo nella nostra storia, bisogna investire sui diritti umani e sulla lotta alle diseguaglianze

Continuare a puntare su banche e finanza, erodendo diritti sociali e democrazia, cosi come inseguire le retoriche razziste e neo fasciste , non salverà una classe politica incapace di trovare risposte giuste e lungimiranti.

L’atteggiamento nei confronti di Erdogan e della Turchia, in questo passaggio tragico per quel Paese, deve e può segnare una svolta nelle politiche dell’UE.

 

Filippo Miraglia è vicepresidente nazionale dell'Arci, tra i promotori dell'appello all'Alto rappresentante Ue per gli affari esteri Federica Mogherini "Fermiamo la deriva autoritaria in Turchia".

unione europea diritti umani

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