L’Italia consenta una discussione democratica sul CETA

La posizione del governo italiano è determinante per la consultazione dei parlamenti europei sul CETA, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea.

Il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), come il TTIP, fa parte di una nuova generazione di trattati economici con l’obiettivo dichiarato di aprire ulteriormente i mercati per favorire crescita e lavoro.

In realtà - come emerso da diverse inchieste - questi accordi andranno a svantaggio dei piccoli produttori, favorendo le multinazionali che potrebbero persino rivalersi sui singoli Stati in caso di nuove leggi a tutela dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente. Cosa ancora più grave è che stanno avvenendo per lo più in segreto, senza la consultazione dei parlamenti.

Lo scorso luglio, la Commissione Europea ha deciso di considerare il CETA come un accordo misto. Per la sua approvazione è previsto che si esprimano favorevolmente tutti i Parlamenti degli Stati membri dell’Unione Europea.

Il governo italiano per mesi ha sostenuto la sola ratifica in sede europea ma ha dovuto riconsiderare la propria decisione e il CETA dovrà avere il consenso anche del Parlamento italiano.

Per questo chiediamo al ministro allo Sviluppo Economico e ai presidenti di Camera e Senato di avviare un dibattito trasparente in Parlamento.

Firmiamo affinché anche in Italia sia consentita la consultazione sul CETA prima di approvare accordi che incideranno sulla nostra economia, sul lavoro, sui diritti e sull'ambiente.

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