Rifugiati: l'UE non dia soldi alla dittatura eritrea

La Commissione europea ha appena deciso di mandare al governo eritreo 200 milioni di euro. Con il pretesto degli aiuti allo sviluppo, la Commissione pensa di fermare l'esodo di rifugiati. 

Ogni mese circa 5000 persone, soprattutto giovani, scappano da un regime che nega ogni forma di democrazia e di libertà. Infatti, per l'Eritrea le Nazioni Unite parlano di "crimini contro l'umanità". In Italia, nel 2015, sono arrivati oltre 40mila eritrei via mare, ormai il primo gruppo di rifugiati nel nostro paese. 

Se l'UE volesse davvero migliorare la situazione e fermare l'esodo, dovrebbe condizionare quegli aiuti al rispetto dei diritti umani e all'avvio di vere riforme democratiche, premesse necessarie allo sviluppo.

Alla Commissione europea e al governo italiano chiediamo: non concedete alcuna di forma di sostegno economico fino a che il governo eritreo si impegnerà a garantire:

1) Libertà per tutti i detenuti in modo arbitrario, dissidenti e giornalisti;
2) Libertà di espressione e di associazione;
3) Elezioni libere e democratiche con un sistema multipartitico;
4) Fine del servizio militare obbligatorio e a tempo indeterminato;
5) Fine di ogni forma di lavoro forzato e di trattamenti abusivi, innanzitutto la tortura.

Per fermare l'esodo dall'Eritrea non servono soldi, ma democrazia e libertà.

Vittorio Longhi, Don Mussie Zerai, Anton Giulio Lana


Le firme saranno inviate al Commissario europeo alla Cooperazione e allo Sviluppo, Neven Mimica, all'Alto Rappresentante dell'UE, Federica Mogherini, al Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. 


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Are oil interests at the heart of the EU's £145m aid package to Eritrea?


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