Le unioni civili sono al rush finale

Le unioni civili sono al rush finale. Nella giornata di oggi la Camera discuterà due proposte di sospensiva e due pregiudiziali di costituzionalità presentate da alcuni partiti dell’opposizione.  Nel pomeriggio il governo porrà la questione di fiducia che sarà votata, come da regolamento di Montecitorio, dopo 24 ore. Se approvata la fiducia al governo tutti gli emendamenti presentati decadranno e l’iter entrerà nella fase finale.

Mercoledì, saranno discussi e votati gli eventuali ordini del giorno, successivi alla fiducia e, conclusa questa parte la legge sarà votata in blocco. Insomma, dopo due lunghi anni di discussioni, sedute nelle Commissioni giustizia di Senato e Camera, centinaia di emendamenti ostruzionisti intesi a far naufragare il progetto di legge, siamo arrivati finalmente al dunque. Se approvato, il provvedimento dovrà poi essere firmato dal presidente della Repubblica e dal presidente del Consiglio. A quel punto inizia il lavoro di predisposizione da parte dei ministeri competenti, in particolare Interni, Giustizia ed Esteri, dei decreti attuativi, che conterranno le norme interpretative utili per i Comuni, le Ambasciate e di tutti gli organi dello Stato coinvolti, a dare corso alla legge.

Le stime più prudenti indicano come la fine dell’estate il periodo in cui si potranno celebrare le prime unioni civili. Da quel momento quasi tutti i diritti e doveri riconosciuti alle coppie sposate eterosessuali, saranno riconosciuti anche alle coppie omosessuali che intendono accedere al nuovo istituto delle unioni civili. Purtroppo a causa delle ben note vicende parlamentari, manca la tutela dei figli delle famiglie arcobaleno, anche se nel provvedimento è rimasto un richiamo alla possibilità per i giudizi di continuare a ricorrere alla normativa speciale sulle adozioni.

Il provvedimento prevede inoltre per le coppie gay ed etero che non vogliono accedere alle unioni civili o al matrimonio di poter sottoscrivere dei patti di convivenza, con tutele e diritti più attenuati. Questa ultima possibilità è sicuramente la parte più rivoluzionaria della legge e cambia nei fatti il diritto di famiglia.

giornalista pubblicista, blogger, presidente Equality Italia 

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