Diritti

Approviamo subito il testo sulle unioni civili

Finalmente, dopo anni di dibattiti e di attesa, l'Italia sta per entrare a far parte di quei Paesi europei che riconoscono le unioni civili. Al Senato è in discussione il disegno di legge sulle coppie di fatto.

Con questa petizione chiediamo ai parlamentari di lasciare intatta la sostanza della legge in discussione e di portarla quanto prima in votazione.


Rifugiati: l'UE non dia soldi alla dittatura eritrea

La Commissione europea ha appena deciso di mandare al governo eritreo 200 milioni di euro. Con il pretesto degli aiuti allo sviluppo, la Commissione pensa di fermare l'esodo di rifugiati. 

Ogni mese circa 5000 persone, soprattutto giovani, scappano da un regime che nega ogni forma di democrazia e di libertà. Infatti, per l'Eritrea le Nazioni Unite parlano di "crimini contro l'umanità". In Italia, nel 2015, sono arrivati oltre 40mila eritrei via mare, ormai il primo gruppo di rifugiati nel nostro paese. 


#freeducation: istruzione e cultura gratuite e di qualità

Ogni giorno studiare diventa sempre più un lusso e non un diritto.

Molti ragazzi e ragazze hanno deciso di andare all'estero, altri ancora hanno abbandonato scuole e università perché non possono più permettersele.

Quest'anno i costi per i materiali scolastici sono aumentati, così come quelli del trasporto e il cosiddetto 'contributo volontario' alle singole scuole. Non meraviglia che il tasso di abbandono scolastico sia al 17% e che negli ultimi 15 anni 2,87 milioni di studenti non abbiano terminato le scuole superiori. Dove c'è abbandono scolastico c'è un aumento delle disuguaglianze, della marginalità sociale e un crollo della competitività del sistema produttivo.


Fuori il TTIP dalla mia città

I negoziati del TTIP - trattato di liberalizzazione commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti - stanno avvenendo in segreto, senza il coinvolgimento dei parlamenti nazionali, degli enti locali e della società civile.  

Vogliamo che l'adesione dell'Italia al TTIP sia discussa in ogni consiglio comunale e che ogni Comune esprima la propria preoccupazione e opposizione al trattato, come molte altre città europee e italiane hanno già fatto.


Agli anziani la pensione, ai giovani il lavoro. In una parola? Flessibilità!

Le diverse riforme in materia di pensioni dal 1992 a oggi hanno messo in sicurezza i conti pubblici. Tuttavia hanno lasciato molti problemi aperti, sui quali è importante discutere e intervenire al più presto.

La manovra Fornero non ha previsto la fase di transizione e ha irrigidito il sistema, causando anche il problema degli esodati. L’allungamento dell’età pensionabile, inoltre, frena l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Evitiamo allarmismi fuori luogo e facciamo qualcosa di concreto.


Per la Carta dei diritti universali del lavoro

Abbiamo deciso di aderire alla "Carta dei diritti universali del lavoro" promossa dalla CGIL perché è una proposta innovativa, costituisce un disegno organico per ricostruire in Italia il diritto del lavoro.


Per una Politica credibile e responsabile

Le Mafie, la corruzione, l'evasione fiscale e l'illegalità diffusa danneggiano la qualità della nostra democrazia e inquinano la competizione elettorale.

La prevenzione e il contrasto di questi fenomeni, insieme al tema della questione morale, sono le priorità da cui la politica italiana deve ripartire.


L’Italia consenta una discussione democratica sul CETA

La posizione del governo italiano è determinante per la consultazione dei parlamenti europei sul CETA, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea.

Il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), come il TTIP, fa parte di una nuova generazione di trattati economici con l’obiettivo dichiarato di aprire ulteriormente i mercati per favorire crescita e lavoro.


Stop al caporalato. Coltiviamo la legalità

Con ogni stagione di raccolta, dai pomodori alla vendemmia, torna il caporalato. Il fenomeno coinvolge oltre 400 mila lavoratori agricoli, italiani e stranieri, sfruttati per meno di 3 euro l'ora.

Il caporalato rappresenta una fonte di economia illegale che produce un giro di affari tra i 14 e i 17 miliardi di euro e che affossa l’economia sana del nostro Paese, da Nord a Sud.


Fermiamo la deriva autoritaria in Turchia

 

All'Alto rappresentante dell'Unione Europea 
per gli Affari Esteri

Federica Mogherini

 

Con la pretestuosa motivazione del colpo di stato, il Presidente Erdogan sta cancellando la Turchia democratica.

La deriva autoritaria assunta dal governo di Ankara non conosce fine: persecuzioni, violenze, eliminazione di diritti e libertà, già peraltro poco rispettati,  stanno colpendo il popolo turco e kurdo ed in particolare le donne, private della propria autonomia e dignità.

Il Presidente Erdogan con sistematiche epurazioni sta eliminando qualunque luogo di produzione di idee critiche, nelle scuole, nelle università, nella stampa, nella magistratura, stendendo un funerea cappa di piombo per imbrigliare un società vivace e aperta.