Digital Tax anche in Italia

I giganti dell'economia digitale come Apple, Google, Ebay, Amazon, Facebook, Uber e AirBnB fanno enormi profitti in Italia ma non pagano le imposte come le altre imprese del nostro Paese. 

Questo è possibile perché i loro profitti - anche se prodotti in Italia - sono contabilizzati in Paesi a fiscalità privilegiata, come l'Irlanda e i Paesi Bassi.

Dalle stime degli economisti, introdurre una Digital Tax in Italia porterebbe nelle casse dello Stato italiano circa 3 miliardi di euro, proprio quanto servirebbe per la ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto.

Parte di queste nuove entrate potrebbe anche essere utilizzata per migliorare i servizi pubblici, abbassare la pressione fiscale sulle piccole imprese, aumentare le buste paga dei lavoratori, incrementare le pensioni più basse.

A livello internazionale, finora né l’Unione Europea né l’OCSE hanno trovato una soluzione per fermare questo tipo di elusione fiscale. Altri Paesi come Regno Unito, Australia e India, invece, si sono attivati introducendo forme di “Digital Tax” per far fronte al fenomeno.

Dopo tante promesse, nell’ultima Legge di Bilancio il governo è rimasto in silenzio su questo tema di equità fiscale. Eppure ci sono state diverse proposte di legge per tassare le grandi imprese del web, il ddl 1662 di Francesco Boccia e il ddl 3076 di Stefano Quintarelli.

Per questo motivo, a poche settimane dalla legge di Bilancio per il 2017, chiediamo al presidente del Consiglio e al ministro di Economia e Finanza di introdurre una Digital Tax effettiva dal 1° gennaio 2017 che permetta di tassare le multinazionali dell’economia digitale sui redditi reali prodotti in Italia.

E' inaccettabile che le multinazionali digitali straniere continuino a fare affari per milioni di euro in Italia senza pagare le stesse imposte delle imprese italiane, dei lavoratori autonomi e dipendenti.

Vogliamo equità fiscale e il momento di pretenderla è questo.


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Hanno aderito:
Tax Justice NetworkAdocConfconsumatoriMovimento ConsumatoriAssociazione Consumatori Serenissima