Stop al caporalato. Coltiviamo la legalità

Con ogni stagione di raccolta, dai pomodori alla vendemmia, torna il caporalato. Il fenomeno coinvolge oltre 400 mila lavoratori agricoli, italiani e stranieri, sfruttati per meno di 3 euro l'ora.

Il caporalato rappresenta una fonte di economia illegale che produce un giro di affari tra i 14 e i 17 miliardi di euro e che affossa l’economia sana del nostro Paese, da Nord a Sud.

Un business feroce che calpesta i diritti e la dignità. I braccianti sono spesso costretti a vivere nascosti tra le campagne, senza elettricità né servizi igienici, sotto la costante minaccia dei loro aguzzini. Alcuni arrivano alla morte, a causa delle dure condizioni di lavoro.

Da tempo le organizzazioni sindacali propongono un piano concreto per contrastare il lavoro irregolare nel settore. Dopo mesi di attesa, ad agosto è stato approvato in Senato il Ddl sul contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento in agricoltura, in cui sono previsti anche la confisca dei beni alle aziende colpevoli, l'arresto in flagranza di reato e l'indennizzo alle vittime. Ora il provvedimento è in discussione alla Camera. 

Per questo motivo chiediamo a tutti i deputati:

la rapida approvazione del Ddl contro il caporalato, assicurando

  • il ridimensionamento dell’uso dei voucher esclusivamente per la remunerazione del lavoro occasionale;
  • il rilancio della “Rete del Lavoro Agricolo di Qualità" attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali e il riconoscimento di agevolazioni fiscali per le imprese che producono e vendono nella legalità.

Possiamo fermare lo sfruttamento. Firma e condividi la petizione. 


8427 FIRME
OBIETTIVO: 10000 firme

Firma la petizione



All'appello aderiscono
FLAI CGILLavoro&WelfareCittadinanzaAttivaCIRLegambienteARCI
UFTDUASGIAgenzia Habeshia