Avete tolto il senso alle parole

Volete togliere senso ai numeri che parlano di un dramma. 

Non sapete quanto pesa denunciare e quale scelta sia. Ogni denuncia porta con sè la nuova violenza di cronache morbose, pornografiche, che trasformano le vittime in colpevoli.

Non sapete dare un senso al silenzio che le donne scelgono, o a cui sono costrette e lo occultate nelle statistiche che segnano una lieve diminuzione delle denunce, seppellendo nei numeri il peso permanente della violenza, degli stupri, dei femminicidi. 
 
Avete tolto senso alle parole quando trasformate la violenza contro le donne in un conflitto etnico, razziale, religioso. 
 
Avete tolto senso alle parole quando difendete il vostro essere uomini, senza pensare all'ulteriore violenza che infliggete: donne nuovamente vittime, oggetto dei vostri conflitti di supremazia.
 
Quando riecheggia il fatidico “dove eravate?”, vorremmo noi chiedervi “dove siete?” Siamo uscite dal silenzio, abbiamo detto “se non ora quando” ed ancora “nonunadimeno”, abbiamo denunciato i diritti negati con la piattaforma CEDAW. Abbiamo colorato piazze, città, la rete, le nostre vite perché vogliamo vivere ed essere libere.
 
Reagiamo con la forza della nostra libertà all'insopportabile oppressione del giudizio su come ci vestiamo o ci divertiamo.
 
Ci vogliamo riprendere il giorno e la notte, perché non c'è un "mostro" o “un malato” in agguato, ma solo chi vuole il possesso del nostro corpo, della nostra mente, della nostra libertà. Non ci sono mostri o malati,ma solo il rifiuto di interrogarsi, il chiamarsi fuori che alla fine motiva e perpetua la violenza. 
Le parole sono armi, sono pesanti lasciano tracce profonde ed indelebili, determinano l'humus in cui si coltiva la "legittimità" della violenza, la giustificazione dell'inversione da vittima a colpevole.
Ci siamo e continueremo ad esserci per riaffermare che la violenza contro le donne è una sconfitta per tutt* e ci saremo ancora perché vogliamo atti e risposte:
 
  • La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo!
  • La depenalizzazione dello stalking, va cancellata, ora! 
  • La cultura del rispetto si costruisce a partire dalla scuola, dal senso delle parole, si chiama educazione!
  • Agli operatori della comunicazione tutt*, chiediamo che ci si interroghi e si decida sul senso dell'informazione, sul peso delle parole ed esigiamo la condanna di chi si bea della cronaca morbosa.
  • Ancora una volta risorse e mezzi per i centri antiviolenza, case sicure, e norme certe per l'inserimento al lavoro.
  • Vogliamo che venga diffuso e potenziato il servizio di pubblica utilità telefonico contro la violenza sessuale e di genere, adesso!
  • Alla magistratura e alle forze dell'ordine, che venga prima la parola della donna in pericolo, della donna abusata, che non si sottovaluti, che non si rinvii, che si dia certezza e rapidità nelle risposte e nella protezione.
 
Chiediamo a tutt*, pesate le parole. Sappiate che non si può cancellare la nostra libertà.

 

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Hanno già firmato:

Susanna Camusso (segretario generale Cgil), Elisabetta Addis (economista), Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana), Roberta Agostini (parlamentare), Daniela Barbaresi (segretaria generale Cgil Marche), Antonella Bellutti (olimpionica ciclismo), Bianca Berlinguer (giornalista), Sandra Bonzi (scrittrice), Gabriella Carnieri Moscatelli (Telefono Rosa), Luciana Castellina (politica e giornalista), Francesca Chiavacci (Arci), Franca Cipriani (consigliera nazionale di parità), Daria Colombo (delegata PO Comune Milano), Marina Cosi (giornalista), Lella Costa (attrice), Geppi Cucciari (attrice), Maria Rosa Cutrufelli (scrittrice), Diana De Marchi (Commissione PO Milano), Loredana De Petris (politica), Rossana Dettori (segretaria nazionale Cgil), Alessandra Faiella (attrice), Angela Finocchiaro (attrice), Cinzia Fontana (parlamentare), Francesca Fornario (giornalista), Gianna Fracassi (segretaria nazionale Cgil), Maria Grazia Gabrielli (segretaria generale Filcams Cgil), Ivana Galli (segretaria generale Flai Cgil), Sara Gama (calciatrice), Silvia Garambois (giornalista), Maria Grazia Giannichedda (Fondazione Basaglia), Giusi Grimaldo (archeologa subacquea), Marisa Guarneri (Cadmi, centro donne maltrattate di Milano), Maria Cecilia Guerra (parlamentare), Anna Guri (docente Scuola di Teatro Paolo Grassi), Francesca Koch (Casa internazionale delle Donne), Alessandra Kustermann (ginecologa), Elena Lattuada (segretaria generale Cgil Lombardia), Simona Lanzoni (Pangea), Loredana Lipperini (giornalista e scrittrice), Natascha Lusenti (giornalista), Alessandra Mancuso (presidente Commissione Cpo Fnsi), Chiara Machitelli (calciatrice), Giovanna Martelli (parlamentare), Lella Menzio (presidente Telefono Rosa Piemonte), Myrta Merlino (giornalista e scrittrice), Maura Misiti (ricercatrice Cnr), Rossella Muroni (Legambiente), Bianca Nappi (attrice), Giusi Nicolini (dirigente politica), Cristina Obber (giornalista e scrittrice), Ottavia Piccolo (attrice), Bianca Pomeranzi (esperta CEDAW), Norma Rangeri (direttrice de ‘Il Manifesto’), Francesca Re David (segretaria generale Fiom Cgil), Rosa Rinaldi (dirigente politica), Luisa Rizzitelli (Rebel Network), Linda Laura Sabbadini (statistica), Chiara Saraceno (sociologa), Assunta Sarlo (giornalista), Lunetta Savino (attrice), Tania Scacchetti (segretaria nazionale Cgil), Stefania Spanò – Anarkikka (vignettista), Serena Sorrentino (segretaria generale della Fp Cgil), Ilaria Sotis (giornalista), Monica Stambrini (regista), Loredana Taddei (responsabile politiche di genere Cgil nazionale), Paola Tavella (giornalista e scrittrice), Giulia Titoli (Rete degli Studenti Medi), Vittoria Tola (UDI), Elena Turchi (Rete degli Studenti Medi), Livia Turco (Fondazione Nilde Iotti), Chiara Valentini (giornalista e scrittrice), Elisabetta Vergani (attrice).